Stai per collegarti al WiFi gratis dell'aeroporto. Chiunque può crearne uno identico e leggere tutto quello che digiti
Sei al gate, il volo è in ritardo e compare una rete chiamata "Aeroporto Free WiFi", senza password. Ti colleghi al volo. Ma quella rete potrebbe non essere dell'aeroporto: potrebbe essere il portatile di chi ti siede accanto, che alla sua rete ha dato lo stesso identico nome. Si chiama "evil twin", gemello cattivo. Una rete aperta non chiede la password non perché è generosa, ma perché non verifica nessuno: né te verso di lei, né lei verso di te. È una porta senza serratura, da entrambi i lati. Chi la controlla si mette in mezzo tra te e internet e tiene una copia di quello che passa. Nel frattempo, per te, sembra tutto normale. La buona notizia: difendersi non richiede di diventare esperti. Quasi tutto quello che fai è cifrato (il lucchetto e "https"), la verifica in due passaggi tiene chiusa la porta anche se ti rubano la password, e una VPN trasforma la strada pubblica in un tunnel privato. Il punto è un altro: nessuna di queste difese te la accende il posto che ti offre il WiFi. Tocca a te. Il punto è questo: • Una rete gratis e senza password non è più sicura: è solo più facile da imitare. • Il nome della rete non garantisce nulla: il telefono si fida di un'etichetta, non di chi la gestisce. • La verifica in due passaggi è ciò che rende una password rubata quasi inutile. • Difendersi costa un secondo di attenzione, proprio dove di solito acceleriamo. Fonti e approfondimenti • Garante per la protezione dei dati personali — garanteprivacy.it • CSIRT Italia (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) — csirt.gov.it ⠀ ⠀ Prodotto con AI, direzione editoriale umana — klaro.fm ⠀ ⠀ ───── Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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